Si è tenuta a Nanchino (Cina), dal 13 al 15 gennaio 2016, sotto la guida dell’Università del Molise e per gli auspici dell’Accademia delle Scienze cinese, la conferenza di lancio del programma IUCLAND di cooperazione universitaria internazionale sulla “land Degradation” o degrado delle terre. Il fenomeno della cosiddetta ‘land degradation’ colpisce l’Italia in maniera significativa per il circa il 25% del territorio nazionale ed in particolare le regioni centro meridionali, meridionali e insulari (Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia) dove, oltre allo stress di natura climatica, “la pressione spesso non sostenibile delle attività umane sull’ambiente sta determinando una riduzione della produttività biologica ed agricola ed una progressiva perdita di biodiversità degli ecosistemi naturali”.
Al Progetto IUCLAND, creato dall’Università del Molise nel quadro del programma “ERASMUS+” e coordinato dal prof. Claudio Colombo, la Commissione UE ha accordato la ragguardevole somma di 954.000 Euro. Ciò colloca l’Ateneo molisano nettamente ai vertici delle istituzioni accademiche italiane per qualità dei progetti finanziati da Bruxelles nei bandi Erasmus+ per il rafforzamento delle capacità nel settore dell’istruzione superiore. IUCLAND vedrà nascere sei Summer Schools nei Paesi partner (Italia, Slovacchia, Croazia, Cina, Kazakhstan e Kirghizistan) con la partecipazione degli studenti delle 11 Università partner e dei workshop diretti agli operatori sul campo (associazioni agricole e imprenditoriali, regioni, comuni, province ecc.). Al programma partecipano prestigiose istituzioni internazionali europee e asiatiche, fra cui l’Accademia delle Scienze cinese.
Per tre anni, sotto la guida di UNIMOL, i partner saranno impegnati sui temi evidenziati dai ricercatori riuniti alla Conferenza di Nanchino: degrado dei suoli e delle acque, inquinamento, salinizzazione, deforestazione, desertificazione, contaminazione da pesticidi, problematiche politico-internazionali, ecc.
Il nuovo programma Erasmus + vede dunque l’Università del Molise protagonista di una nuova consapevolezza ambientale internazionale.